Nel corso della nostra vita siamo messi di fronte a numerose situazioni difficili: situazioni che possono farci sperimentare emozioni spiacevoli, come la rabbia o la tristezza, ma anche ansia, scoraggiamento, delusione, senso di impotenza e di sopraffazione. D’altra parte, l’esistenza non può essere messa in pausa… quindi, in un modo o nell’altro, è necessario cercare di superare le difficoltà.
Il “coping”
In psicologia si parla di “coping” per indicare il modo in cui la persona reagisce alle situazioni difficili o stressanti. In particolare, con tale termine ci si riferisce agli sforzi mentali e comportamentali attuati dall’individuo per fronteggiare le sfide della vita, che mettono alla prova le sue risorse personali.
Generalmente, quando ci troviamo in una situazione nuova, per capire come affrontarla facciamo una valutazione: in primis valutiamo se essa è problematica, dopodiché valutiamo quali sono le risorse con cui possiamo fronteggiarla. L’esito di tale valutazione determina la modalità con cui reagiamo: se pensiamo di essere capaci di gestire il problema, allora tendiamo ad agire in modo produttivo; al contrario, se abbiamo la sensazione di non riuscire a far fronte alla situazione, potremmo lasciarci travolgere dalle emozioni negative, non riuscendo a orientarci verso la soluzione. Alcuni, quando devono affrontare un problema, ricercano il sostegno dei propri cari o di professionisti. Altri, invece, hanno la tendenza a evitare il problema e così, fingendo di non vederlo, possono godere dell’illusione che esso non esista.
In passato si credeva che le strategie di coping adottate dagli individui dipendessero da fattori interni, e che pertanto rimanessero stabili nel tempo. Vale a dire che le persone predisposte all’uso di una certa modalità venivano viste come “condannate” a utilizzare sempre quella. Attualmente prevale l’orientamento secondo cui una persona possa gestire diversamente le situazioni, senza quindi ricorrere in modo fisso a una strategia predeterminata dai suoi tratti caratteriali. Ciò è molto significativo, in quanto lascia spazio alla possibilità di migliorare le strategie individuali di approccio ai problemi, anche attraverso dei percorsi di crescita personale mirati all’acquisizione di modalità di coping più funzionali. In linea di massima, le persone ottimiste tendono a rispondere alle situazioni problematiche mettendo in atto delle strategie di problem-solving e ricorrendo al supporto sociale, mentre quelle pessimiste sono più propense a farsi travolgere dall’emozionalità negativa e ad evitare di affrontare i problemi. Al di là delle statistiche, è sempre consigliabile analizzare il caso singolo, tenendo conto delle caratteristiche individuali e del comportamento in situazioni problematiche eterogenee.
Il Coping Orientations to Problem Experienced, di cui è stata prodotta una Nuova Versione Italiana (COPE-NVI), è un questionario che consente di individuare le modalità preferenziali con cui una persona affronta le situazioni difficili o stressanti. La somministrazione del questionario nel contesto della consultazione psicologica può quindi offrire un quadro completo delle strategie di coping utilizzate; tale quadro può rappresentare un punto di partenza per potenziare le strategie più funzionali, che determinano un maggior livello di benessere psicologico. La ri-somministrazione del questionario alla fine del percorso di crescita personale consente di valutare il livello di efficacia dell’intervento psicologico.

Ci sono situazioni difficili che, nostro malgrado, dobbiamo affrontare; il nostro potere sta nello scegliere come affrontarle…