Posso farlo, so farlo, voglio farlo –ma non oggi!
L’arte del procrastinare, dell’attendere “il momento propizio”, non assicura il successo… eppure ha un numero sterminato di adepti ed è una pratica oltremodo diffusa in svariati ambiti e contesti.

Quali vette di realizzazione potremmo toccare, se solo incanalassimo le nostre energie in progetti significativi per noi stessi?
Strutturiamo male il tempo, perché spesso attribuiamo le priorità in modo incoerente con la nostra autorealizzazione, finendo per perdere di vista gli obiettivi che vale effettivamente la pena raggiungere. E così, anche se nel profondo sentiamo di avere un desiderio e magari persino tutte le risorse per poterlo trasformare in realtà, di fatto continuiamo a far slittare in avanti nel tempo il momento in cui ci rimboccheremo le maniche. Le ore trascorrono in fretta, trasformandosi in giorni, settimane, mesi e persino anni.
In sintesi, qual è il problema?
La strada del “Poi” conduce alla Piazza del “Mai”

Cosa fare?
Il modo in cui affrontare la procrastinazione ostinata dipende da ciò che si nasconde dietro di essa e va valutato caso per caso.
Tuttavia, in molti casi il problema di fondo è l’incapacità di gestire in modo adeguato il proprio tempo. E quindi, non sapendo come fare per renderlo proficuo, ci si abbandona ad attività che il tempo lo riempiono ma che allo stesso tempo lo svuotano di significato. La conseguenza? Ciò che realmente dovremmo fare per poter realizzare il nostro progetto, viene rimandato a un fantomatico “momento giusto” -che però non arriverà mai. In questi casi, imparare a strutturare il tempo in maniera funzionale può dare una svolta decisiva al proprio percorso di autorealizzazione.
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