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Comunicare – Bambini, anziani, scienziati e… calzini!

  • Se vuoi far capire qualcosa a un bambino, devi spiegarglielo con un disegno, attraverso un gioco o raccontandogli una storia –perché le parole complicate che usano gli adulti finirebbero per confonderlo.
  • Se vuoi far capire qualcosa a un anziano, devi usare frasi semplici e chiamare le cose con il nome che a lui è più familiare –perché, se uno comincia a perdere lucidità e magari ha anche problemi di udito, c’è bisogno che le parole siano poche e chiare.
  • Se vuoi far capire qualcosa a uno scienziato, devi farlo avendo sotto mano i dati scientifici che dimostrano oggettivamente ciò che tu vuoi sostenere –perché, se poni ciò che dici come “il tuo punto di vista” rispetto a una certa cosa, a lui non interessa.

In sostanza, per riuscire a farti comprendere dagli altri, devi utilizzare le loro stesse modalità di comunicazione. Persino quando intendi comunicare con una persona mentalmente disturbata devi riuscire a entrare in quella che è la sua personalissima visione del mondo. Un cortometraggio decisamente singolare può stimolare la riflessione sul tema. Il corto è “Socks” (Calzini) di Joaquin Baldwin.

socks

Può un calzino esercitare influenza sulla mente di un uomo?* Nel caso di questo particolare uomo, sì; e chiunque voglia comunicare con l’uomo in questione deve farlo necessariamente attraverso un calzino. Il rischio che si corre quando, nel tentativo di entrare in contatto con l’altro, si adottano le sue modalità di comunicazione, è di assimilarle, rimanendone vittime a propria volta.

*(Potreste mettere qualsiasi cosa al posto del “calzino”, il discorso filerebbe ugualmente!)

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