Le illusioni non durano per sempre: per loro stessa natura sono destinate a infrangersi contro le evidenze contrarie, quando se ne accumulano troppe. Per anni i bambini credono alle storie raccontate dai genitori, storie che nell’ambiente scolastico vedono rafforzata la propria attendibilità. Ma poi un giorno, o talvolta la stessa notte di Natale, il mito crolla e una dura realtà s’impone sul sogno: Babbo Natale non esiste. L’illusione si dissolve, facendo spazio alla delusione. Si tratta di una delusione molto più profonda di quanto possa apparentemente sembrare… vediamo perché.

Per ogni bambino, che ancora non ha i mezzi per esplorare il mondo in autonomia, i genitori rappresentano un’incontestabile fonte di verità. Ne consegue che la delusione non si esaurisce nel disappunto legato alla scoperta che Babbo Natale sia in realtà una figura di fantasia; si tratta di una delusione più radicale: i genitori hanno mentito.
Ci sono implicazioni ulteriori: se il vecchietto panciuto che porta i regali a Natale non esiste, allora di colpo viene messa in dubbio anche l’esistenza di tutte le altre figure magiche che abitano i mondi fantastici descritti dalle fiabe.
Con la scoperta della verità il bambino viene catapultato in una nuova realtà, in cui la magia non trova spazio: un mondo in cui il bambino sa che gli adulti mentono.
Qualche bambino potrebbe vivere la scoperta come una sorta di privilegio, un rito di passaggio al “mondo dei grandi”, diventando loro complice nel continuare a relegare i fratelli minori nel mondo immaginario in cui un uomo vestito di rosso riesce in una sola notte a fare il giro del mondo a bordo di una slitta trainata da renne, portando con sé un sacco capace di contenere i giocattoli destinati a tutti i bambini e infilandosi nelle canne fumarie di camini che spesso la notte di Natale sono accesi.
Raccontata così, in effetti è una storia che -seppur affascinante- non riesce a stare in piedi, per cui è inevitabile che a un certo punto del proprio sviluppo cognitivo ogni bambino cominci a dubitare dell’esistenza di Babbo Natale.
COSA METTE IN CRISI LA CREDENZA?
I bambini sono degli attenti osservatori e, nel loro processo di crescita cognitiva, acquisiscono la capacità di esaminare la realtà, cogliendo le relazioni tra gli eventi e percependo eventuali incongruenze. Nella loro esperienza ci sono elementi che alimentano l’illusione e altri che la mettono in crisi.
ELEMENTI CHE CONFERMANO LA CREDENZA
- Genitori, familiari, maestre e amichetti che parlano di Babbo Natale.
- Ricevere risposte alle lettere scritte a Babbo Natale.
- Ricevere i regali di cui si è fatta richiesta nella lettera.
ELEMENTI CHE METTONO IN CRISI LA CREDENZA
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Come facevi prima di Amazon? Scoprire che i regali sono in casa prima del giorno di Natale.
- Cogliere in flagrante i genitori che ripongono i doni sotto l’albero.
- Notare che in giro ci sono diversi Babbo Natale e che quello visto in strada ha qualcosa di diverso da quello incontrato al centro commerciale, che è ancora diverso rispetto a quello che poi eventualmente arriva a casa a consegnare i regali.
- Fare caso all’assenza di un familiare (padre, zio, nonno) all’arrivo di Babbo Natale per la consegna dei doni.
Spesso sono gli amichetti a veicolare il dubbio. Talvolta possono essere gli stessi genitori a rivelare la verità, decidendo arbitrariamente che il figlio sia diventato sufficientemente grande.
CONSIGLI PER I GENITORI
Tutti i bambini devono fare i conti con la realtà, prima o poi; compito dei genitori sarebbe quello di rendere la cosa meno traumatica, più naturale possibile.
Non è consigliabile rivelare a un bambino la verità su Babbo Natale senza che prima lui abbia cominciato autonomamente a nutrire dei dubbi, poiché in tal caso il bambino reagirebbe male: tutti, anche gli adulti, soffrono quando una delle proprie credenze crolla improvvisamente. Perché turbare gratuitamente un bambino? Per affrontare il discorso, è meglio attendere che sia lui a manifestare le prime perplessità.
Il meglio che a un bambino possa capitare è trovarsi di fronte un genitore sensibile, che sia in grado di accogliere i suoi dubbi e ascoltare il suo ragionamento, agevolandolo nel riflettere sugli “indizi” da lui raccolti e sulle esperienze concrete che hanno fatto sorgere in lui i dubbi sull’esistenza di Babbo Natale.
Forse il periodo meno indicato perché un bambino scopra che Babbo Natale è solo una fantasia è proprio quello natalizio; eppure è proprio questo il periodo in cui aumentano le probabilità che un bambino si imbatta in elementi che possono far crollare il mito.
Se la scoperta della non esistenza di Babbo Natale risulterà un trauma oppure no, dipenderà in larga parte dalle abilità genitoriali: sensibilità, delicatezza, creatività ed empatia con il bambino consentono di gestire al meglio anche il crollo di uno dei pilastri dell’infanzia. D’altronde, ciò che conta più di tutto nella vita di un bambino è che sia circondato da un clima amorevole: i bambini sanno essere molto forti e reagire in modo sorprendentemente positivo quando si sentono ascoltati, sostenuti e valorizzati da chi li ama.