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“Parlare con te è come parlare al muro!”

Hai mai l’impressione che, mentre tu parli a qualcuno, l’altra persona anziché ascoltare davvero ciò che dici stia solo aspettando il proprio turno per dire la sua? In realtà non state avendo una conversazione, intesa come scambio, bensì siete impegnati a portare avanti un doppio discorso: tu porti avanti il tuo e, parallelamente, l’altra persona porta avanti il suo. Sembra superfluo dire che questo tipo di interazione non porterà a nulla: alla fine, tu resterai sulle tue posizioni e l’altra persona si aggrapperà con forza maggiore alle proprie convinzioni. Ma la cosa peggiore è che entrambi sentirete di non essere stati compresi e, di conseguenza, la relazione ne risentirà negativamente.

RELAZIONI CONFLITTUALI

Comunicare con gli altri in modo efficace non è così semplice, soprattutto all’interno di una relazione particolarmente conflittuale, come può essere quella tra due partner o tra genitore e figlio.

coppia litigioCi sono persone che riescono a tirare fuori il peggio di noi e spesso si tratta di coloro con cui abbiamo legami più stretti. Esistono diverse motivazioni per cui questo accade, ma ogni coppia conflittuale ha il proprio personalissimo vissuto e non avrebbe senso generalizzare in questa sede. A prescindere dalle motivazioni, però, il risultato è spesso comune:

si litiga.

Frequentemente. Inaspettatamente. Irruentemente.

Che si tratti di coniugi, amanti, colleghi, fratelli, genitore e figlio oppure capo e dipendente, ogni coppia ha una sorta di “copione” che scandisce le interazioni nel contesto del litigio.

LE URLA

Tra le manifestazioni comportamentali presenti in ogni litigio, ritroviamo l’alzare la voce, che sostanzialmente è un tentativo di recapitare all’altra persona un messaggio che abbiamo l’impressione che non voglia comprendere. Qualche volta ci si sente autorizzati a urlare e ad esprimere i propri sentimenti in modo forte, persino plateale… ciò succede quando si ha la sensazione che l’altro non ci rispetti, non ci capisca, non ci apprezzi abbastanza da prendere in considerazione i nostri pensieri, bisogni e sentimenti. E allora si urla, nel tentativo disperato di colmare la distanza tra sé e l’altro. Una distanza che in alcuni momenti sembra davvero irriducibile.

Paradossalmente, pur desiderando un avvicinamento all’altra persona, comportandosi in questo modo si pongono le basi per un ulteriore allontanamento. E tale allontanamento sarà la ragione per cui, la volta successiva, si sentirà il bisogno di urlare ancora più forte.

one couple dispute separation man leaving and woman holding backSe da un lato c’è la persona che urla, dall’altro c’è una persona che, percependo le urla come un’aggressione, continuerà ad allontanarsi. È un circolo vizioso, destinato ad andare avanti finché non si tagliano i ponti o finché non si decide di lavorare sulla relazione, affinché le dinamiche disfunzionali che la caratterizzano si trasformino in interazioni efficaci dal punto di vista comunicativo.

IL SILENZIO

Altre volte, anziché ricorrere alle urla, si cerca rifugio nella trincea del silenzio. Anche in tal caso, però, la relazione si logora. Il tacito messaggio che trapela dal silenzio è, infatti: tu per me non esisti, o comunque non sei abbastanza importante perché io ti degni di considerazione. E quale relazione potrebbe mai svilupparsi su un substrato del genere?

CHIEDERE AIUTO

coppia_conflitto_psicologoOgni relazione, anche la più conflittuale, può beneficiare di un percorso di crescita che coinvolga i membri della coppia. Il senso dell’affrontare le problematiche di comunicazione in presenza di un professionista giace nel ruolo che quest’ultimo riveste nel mediare e nel dare indicazioni che agevolino gli individui nell’esternare pensieri e sentimenti, nonché a prestare attenzione a quelli dell’altra persona. La finalità è quella di trasmettere alla coppia delle strategie utili per gestire le incomprensioni e le divergenze in modo più sano, con delle ricadute positive a livello individuale, di coppia e, laddove la coppia sia inserita in un nucleo più ampio, anche familiare.

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