conflitto interiore, emozioni, film

Cuore e cervello: sono davvero “nemici”?

Cosa intendiamo quando parliamo di “cuore” e di “cervello”? Il mondo emozionale e quello razionale sono davvero inconciliabili? E se, per essere felici, dovessimo solo riuscire a far convivere serenamente queste due parti del nostro essere?

CUORE E CERVELLO

Quando parliamo di cuore, generalmente facciamo riferimento alla sfera emozionale e la prendiamo in considerazione quasi come se fosse una dimensione inaccessibile alle leggi della ragione. “Il cuore ha ragioni che la ragione non conosce” scriveva Pascal -e su questa frase è stato ricamato sin troppo! Quando, invece, parliamo di cervello, ciò a cui pensiamo è la sfera della razionalità, che tendiamo a considerare a sé stante rispetto a tutto quel che ha a che fare con i sentimenti.

Questi due termini si sono impiantati nel linguaggio comune nelle suddette accezioni, al punto che risulta difficile per noi riuscire a comprendere che non si tratta di una dicotomia: concepire cuore e cervello come due cose che non abbiano a che fare l’una con l’altra, e che quindi vadano irrimediabilmente in direzioni opposte, presuppone una scissione interna. La scissione genera conflitti interiori e, in casi estremi, può portare le persone ad assumere sistemi valoriali e comportamentali anche radicalmente diversi in circostanze differenti; ciò compromette in modo significativo l’equilibrio interiore.

INTEGRAZIONE DI EMOZIONE E RAGIONE

Se proprio vogliamo considerare emozione e ragione come due polarità, l’unica soluzione (sana) possibile è l’integrazione: è necessario far convivere emozionalità e razionalità, per il semplice fatto che l’esclusione di una delle due risulterebbe un limite all’autorealizzazione della persona. Emotività e razionalità sono due aspetti di una totalità inscindibile: il soggetto, che è “soggetto” a entrambe ma, raggiungendo un buon grado di autoconsapevolezza, può diventare padrone di tutte e due. In altre parole, l’individuo diventa padrone di se stesso nella misura in cui riconosce in sé l’esistenza di aspetti apparentemente inconciliabili e riesce poi ad armonizzarli.

cuore_cervello

In un rapporto equilibrato con se stessi non c’è supremazia della ragione sull’emozione, come spesso si sostiene; anzi, talvolta diventa necessario che sia l’emozione a supervisionare la ragione, che altrimenti porterebbe il soggetto a non riconoscere a pieno i suoi reali bisogni. Cuore e cervello non sono nemici. Cuore e cervello si tengono per mano e proseguono di pari passo perché, laddove il cervello impone dei limiti, è necessario che il cuore intervenga per mostrare alla persona quali sono i suoi reali desideri e, laddove il cuore vuole avere tutto e subito, è necessario che il cervello metta in atto un esame di realtà, che consenta la realizzazione dei desideri in una maniera che risulti conciliabile con le esigenze dettate dal mondo esterno.

 

 

COSA PUÒ FARE LO PSICOLOGO?

cuore_cervello psicoI conflitti interni, generati da posizioni apparentemente inconciliabili di “cuore” e “cervello”, possono essere risolti dando spazio a entrambi e facendo in modo che essi pervengano a un accordo, a un compromesso che tenga conto sia dei fattori emotivi che di quelli razionali. Oppure, in una certa circostanza, si può decidere di affidarsi a “cuore” oppure a “cervello”, facendo in modo che l’altro lo supporti anziché ostacolarlo. Ogni problema, ogni crisi, ogni conflitto interno ha la sua soluzione: lo psicologo può essere d’aiuto nella comprensione di quale sia la più adatta per una certa persona, nella specifica situazione in cui si trova.

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