Lo scopo della Giornata Europea della Depressione è quello di gettare luce sul “male oscuro”, al fine di mitigare i pregiudizi che spesso inducono le persone a sottovalutare la patologia depressiva, considerandola una debolezza psicologica anziché un vero e proprio problema medico. Cerchiamo allora di capire qualcosa in più su questa patologia…
Non esiste solamente la cosiddetta Depressione Maggiore, che con la sua ombra investe tutte le aree della vita di una persona, causando forte disagio e compromettendo il funzionamento in ambito sociale, lavorativo e in altre aree importanti dell’esistenza; ci sono ulteriori quadri clinici che rientrano nel gruppo dei disturbi depressivi.
Il Disturbo depressivo persistente, che in passato prendeva il nome di distimia, è una condizione depressiva cronicizzata, la cui sintomatologia è meno grave rispetto a quella della depressione maggiore ma, essendo protratta nel tempo, ha comunque delle ricadute negative sull’esistenza dell’individuo.
Il Disturbo disforico premestruale è legato alle variazioni ormonali che precedono l’arrivo delle mestruazioni e può condannare le donne a subire mensilmente delle modifiche umorali e comportamentali, che comportano un disagio clinicamente significativo e che interferiscono con le attività quotidiane e le relazioni.
Persino nei più piccoli è possibile riscontrare problematiche di natura depressiva: il Disturbo di disregolazione dell’umore dirompente è la categoria in cui rientrano i bambini e gli adolescenti dall’umore persistentemente irritabile, che mettono in scena gravi e ricorrenti scoppi di collera in diversi contesti (es. sia a casa che a scuola).
Questi disturbi possono essere curati, ma prima bisogna diagnosticarli! Tra gli strumenti diagnostici a disposizione dello psicologo ci sono il colloquio clinico e dei test specifici. Attraverso il colloquio clinico, il professionista pone domande mirate, allo scopo di rilevare la presenza delle manifestazioni depressive nella vita della persona. Tra i test che consentono di valutare il livello di depressione, c’è il Beck Depression Inventory (BDI), ovvero l’inventario della depressione ideato da Beck negli anni Settanta del secolo scorso: esso consente di collocare l’individuo in una condizione di normalità, di depressione lieve, depressione moderata o depressione grave.
Che vi sentiate depressi, o che siate depressi in senso clinico, potete sempre contare sul supporto delle figure che sono tenute a tutelare il benessere psicofisico degli individui: medici di base, psicologi e – quando necessario – anche psichiatri contribuiscono, ciascuno con le proprie competenze specifiche, a risollevare le persone in condizioni di bisogno.