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Emozioni: corpo e psiche in movimento

L’etimologia del termine “emozione” è da ricondursi al latino emovere (ex= fuori; movere= muovere) e vuol dire: smuovere, portare fuori. Ciò evidenzia come l’emozione sia indissolubilmente legata al movimento, un movimento che è anzitutto interiore, ma anche osservabile dall’esterno.

EmozioniIl movimento interiore si declina in termini fisiologici ed ha a che fare con i cambiamenti che una persona percepisce a livello corporeo quando è emozionata. A seconda dell’emozione che sta provando, può sperimentare modifiche nella respirazione, nella traspirazione cutanea, a livello cardiocircolatorio, sensazioni viscerali e muscolari. Dall’esterno è possibile cogliere i segni emozionali osservando il comportamento di una persona, il suo corpo, la sua faccia, i cambiamenti del modo in cui si esprime verbalmente. Le emozioni, infatti, si associano a gesti e posture che possono essere peculiari, a rossore o pallore, nonché ad espressioni del viso caratteristiche, ma anche ad alterazioni della voce, che può diventare tremolante, acuta o variare nel tono.

L’emozione accompagna gli eventi percepiti dal soggetto come importanti per la propria vita:

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  • gli stati emozionali positivi si associano a eventi che promuovono la sopravvivenza o aumentano la qualità della vita;
  • gli stati emozionali negativi subentrano quando ci sono rischi per la sopravvivenza o perdite che incidono negativamente sull’esistenza.

Le emozioni sono modalità universali di risposta degli organismi all’ambiente, vale a dire che il modo in cui un essere umano prova felicità, tristezza, sorpresa, paura, rabbia o disgusto è pressoché identico, che si tratti di un uomo o una donna, di un orientale o un occidentale. Nonostante questa universalità, ogni vissuto emotivo è un’esperienza soggettiva, che assume connotazioni individuali e la cui espressione è modulabile.

Culture diverse adottano differenti regole di esibizione delle emozioni; per di più, entro il medesimo ambiente culturale, è possibile riscontrare differenze significative tra uomini e donne. Sin da bambini ci viene insegnato che alcune emozioni, come la tristezza che si esprime attraverso il pianto, sono tipiche delle “femminucce”, mentre altre emozioni, come la rabbia, risultano poco femminili ma sono consentite ai “veri uomini”. Se poi sia un “vero uomo” colui a cui non è concesso riconoscere la propria tristezza, è tutto da vedere…

Le emozioni nel colloquio con lo psicologo

donna pianto

Lo psicologo agevola le persone nella presa di coscienza dei propri vissuti emotivi e nell’elaborazione delle emozioni con cui esse trovano più difficile convivere. Conoscere le proprie emozioni e darsi il permesso di sperimentarle, senza escludere dai propri vissuti quelle che vengono considerate culturalmente non appropriate, è un passo decisivo per stabilire una relazione più autentica con se stessi e potersi poi rapportare in modo maggiormente assertivo con gli altri.

 

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