
Cominciamo con una premessa importante: consultare uno psicologo non significa essere “pazzi”! In alcuni periodi della propria vita, anche la più normale delle persone può sentire il bisogno di ricevere un supporto psicologico. Cerchiamo di capire quali sono le situazioni in cui, più frequentemente, le persone bussano alla porta di uno psicologo.
Alcune fasi del ciclo di vita possono mettere gli individui di fronte a difficoltà specifiche: l’entrata nel mondo scolastico, la nascita di un fratellino o una sorellina, il sopraggiungere dell’adolescenza, i cambiamenti corporei, l’ingresso nel mondo del lavoro, l’inizio di una convivenza, il matrimonio, una gravidanza, diventare genitori, il pensionamento, l’invecchiamento… sono tutti eventi normativi nella vita degli individui, ma non sempre vengono vissuti con serenità.
Inoltre, eventi particolari possono mettere l’individuo davanti a un conflitto, oppure possono innescare una sofferenza che da soli è difficile fronteggiare. I conflitti possono essere interiori, quando una persona è combattuta in merito a una scelta da compiere o ai sentimenti che prova; ma possono esserci anche conflitti di coppia, in famiglia, con il gruppo dei coetanei o sul posto di lavoro. Esperienze come essere vittima di bullismo, di mobbing o di stalking, la perdita del lavoro, un lutto, un innamoramento non ricambiato, una storia d’amore che volge al termine, l’insoddisfazione nei confronti del proprio corpo o del proprio modo di essere, e una serie di altri vissuti spiacevoli possono innescare una sofferenza psichica difficile da gestire da soli o con il semplice conforto delle persone care.
Anche la sofferenza fisica può condizionare negativamente altre aree dell’esistenza: convivere con una malattia cronica, con un’invalidità permanente o con impedimenti fisici temporanei può essere dura. Le difficoltà quotidiane legate al prendersi cura di una persona cara che soffre rappresentano un’ulteriore fonte di malessere psicologico. Persino il trasferimento in una nuova città o in un Paese diverso da quello d’origine può mettere duramente alla prova l’equilibrio interiore di una persona.
E poi ci sono le relazioni che, pur essendo parte fondante del nostro stare al mondo, rappresentano talvolta una fonte di malessere. In ogni fase del nostro percorso di vita ci interfacciamo con figure diverse: genitori, fratelli, compagni di scuola, fidanzata o fidanzato, coniuge, amici, colleghi di lavoro, familiari propri e acquisiti. Alcune relazioni, come quella con i propri genitori, permangono nel tempo ma mutano con il transito da una fase di vita a quella successiva: non di rado vengono a crearsi situazioni in cui i figli assumono il ruolo di genitori dei propri genitori, prendendosene cura quando essi invecchiano. Nel contesto di tutte le relazioni che intratteniamo col prossimo, possono sorgere incomprensioni o conflitti, che rischiano di minare l’equilibrio psichico non solo degli individui direttamente coinvolti ma anche di coloro che li circondano. È dunque importante individuare i problemi e imparare a comunicare, così da instaurare un clima relazionale in cui il rispetto reciproco garantisca il benessere psicologico di tutte le persone coinvolte.
Ma rivolgersi allo psicologo non è esclusivamente un mezzo per uscire da condizioni di difficoltà, conflitto o sofferenza. La psicologia può fungere anche da catalizzatore del benessere psico-sociale di persone che desiderano aumentare la propria consapevolezza di sé, al fine di comprendere meglio le motivazioni che guidano il proprio agire nel mondo, entro le relazioni con gli altri e nel rapporto con se stesse.